Messaggio del Vescovo di Acireale per la festa dell’Adesione dell’Azione Cattolica Italiana

Acireale, 8 dicembre 2017
Solennità dell’Immacolata Concezione

150 anni fa un gruppetto di laici ebbero una straordinaria intuizione che ha segnato la storia del cattolicesimo italiano. Strettamente legati al clero e alla gerarchia, essi presero consapevolezza di essere protagonisti nella missione di evangelizzazione della Chiesa.
Questi 150 anni, certo, si sono anche mescolati con la storia dell’Italia: storia politica e sociale, guerre, la ricostruzione, il fascismo, la democrazia. In questo l’Azione Cattolica Italiana è stata senza dubbio protagonista: presente con le proprie intelligenze, presente non solo con i propri uomini ma anche con le donne (lungimirante nel capire il ruolo che queste hanno e avranno nella storia!).
L’Azione Cattolica ha valorizzato i laici in maniera nuova, aprendo le strade alla Apostolicam Actuositatem del Concilio Vaticano II, allorché fu sancita definitivamente la nuova presenza del laicato cattolico: non più collaboratore della gerarchia nell’annuncio del Vangelo e nella missione della Chiesa, ma protagonista insieme al clero dell’unica missione della Chiesa.
Gli ultimi cinquant’anni del percorso sono i più travagliati anche perché col Concilio sono “esplosi” altri modi di aggregarsi del laicato. Ciò non toglie il valore storico dell’Azione Cattolica, che rimarrà intatto solo se essa sarà in grado di rinnovarsi ascoltando il Vangelo e discernendo i segni dei tempi.
Penso alle sfide sociali: dalla partecipazione attiva alla vita del Paese alla partita dei giovani con i loro nuovi linguaggi e le nuove frontiere che aprono. L’ho già richiamato nella mia Lettera di questo Anno Pastorale:

«Occorre, perciò, che noi ministri e operatori pastorali, – tra cui certamente gli uomini e le donne di AC – lavorando con grande solerzia, torniamo a parlare direttamente con i giovani, li raggiungiamo nelle loro situazioni di vita, per intravedere dalla loro posizione ora di buio, ora di indifferenza, ora di muto e interno dolore per le ferite ricevute, ora di sfiducia, la luce e la bellezza del volto di Cristo, umile di cuore, che accompagna e conforta, che perdona e salva, che guarisce e risana» (A. RASPANTI, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, Lettera all’inizio dell’Anno Pastorale 2017/2018, n. 5).

Se ancora una volta, e questo è l’augurio che formulo, voi uomini e donne dell’Azione Cattolica della nostra Diocesi riuscirete a cogliere queste nuove sfide ispirandovi all’unica Parola di Gesù e camminando nella comunione ecclesiale, potrete indubbiamente offrire questo contributo. Un contributo del quale ringrazio ufficialmente e formalmente l’Azione Cattolica della Diocesi di Acireale.

+ Antonino Raspanti

 

 

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