Perché a noi l’AC, “Ci sta a cuore!”: ADESIONE 2016

Quest’anno l’Azione Cattolica ci invita a (ri)scoprire il nostro atteggiamento di discepoli, prendendo a modello il comportamento della discepola per eccellenza: la Beata Vergine Maria. Infatti, quando rinnoveremo – o diremo per la prima volta – il nostro “Sì”, come Maria, che dopo aver pronunciato il suo Fiat va incontro alla cugina Elisabetta, siamo chiamati al passo successivo: essere veri annunciatori della Parola di Dio.

È proprio nel viaggio che Maria intraprende per andare da Elisabetta, che san Luca delinea i tratti caratteristici del discepolo. L’evangelista non si sofferma nella descrizione dettagliata del viaggio in sé, ma, piuttosto, focalizza la sua modalità: «Maria, alzatesi, si incamminò in fretta» (Lc 1, 39). Ciò che conta non è il viaggio in quanto tale, ma il suo obiettivo: portare l’annuncio del compimento della Promessa nella rivelazione di quel Bimbo che Maria porta in grembo. Il verbo anastemi (alzarsi), seguito da un verbo di movimento, indica l’inizio di una nuova azione, un cambiamento radicale che avviene «in fretta». Nella sua accezione greca, il termine, più che indicare la temporalità, si riferisce a delle qualità dell’animo di Maria: la diligenza, la sollecitudine e l’entusiasmo.

Pertanto, noi soci di AC, nel momento in cui pronunceremo il nostro “Sì”, siamo chiamati ad avere lo stesso entusiasmo di Maria, ad “alzarci” per gridare a gran voce che “l’AC ci sta a cuore” perché vogliamo essere «[messaggeri] della Buona Novella di Gesù Cristo, proclamata in virtù di due consegne fondamentali: “Rivestitevi dell’uomo nuovo” e “Lasciatevi riconciliare con Dio”» (Evangelii Nuntiandi, Es. Ap. di Paolo VI).

 

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