“Prima fila – Riservato”. Il racconto del Ritiro Invernale diocesano del Settore Giovani.

Un’occasione di incontro, un momento di riflessione e confronto, uno spazio di condivisione. Questo e tanto altro è stato il Ritiro Invernale Diocesano organizzato dal Settore Giovani di AC e tenutosi proprio due settimane fa, il 29 e 30 dicembre, presso l’Istituto “S. Giuseppe” di Pedara. Non un campo qualunque, ma neanche un ritiro qualunque, ma un modo nuovo per meditare la Parola di Dio. Gli oltre cinquanta partecipanti, tra giovani e giovanissimi, sono stati guidati nell’approfondimento del brano evangelico di riferimento del nuovo anno associativo, quello che ha ad oggetto il gesto dell’offerta della vedova povera, narrato dall’evangelista Marco. “Prima fila RISERVATO”, questo il tema del campo. L’obiettivo era quello di riflettere sul significato dello “stare in prima fila”. Ci sono infatti modi diversi di stare in prima fila: lo si può fare per vana gloria, per mettersi in mostra, ma essere in prima fila può voler dire anche “metterci la faccia”, prendersi la responsabilità di qualcosa o impegnarsi fino in fondo. Se da un lato i ricchi scribi amavano mostrarsi in lunghe vesti, la vedova, al contrario, pur passando inosservata agli altri uomini, è stata la prima di tutti per generosità e umiltà. L’equipe, a questo proposito, ha proposto attività laboratoriali alternandole a spazi lasciati alla riflessione personale e condivisa. Particolarmente coinvolgente è stato il momento in cui i ragazzi, in assemblea, hanno potuto pubblicamente manifestare i loro dubbi e curiosità rivolgendosi direttamente al nostro Assistente di settore, don Salvatore Grasso. Un vero e proprio “question time” in cui è emersa chiaramente la voglia dei giovanissimi e dei giovani di voler meglio comprendere e fare proprie le parole del Vangelo e l’esempio che Gesù ci propone, indicandoci il gesto della vedova. L’augurio è quello che nelle nostre comunità parrocchiali i giovani e i giovanissimi si facciano promotori di gesti come quello della vedova: non attività o iniziative fine a se stesse, ma concreti impegni a servizio della comunità parrocchiale e civile.

Testimonianze

Ho trovato il tema trattato durante il campo particolarmente significativo, tema di un certo spessore ma che è stato affrontato in un connubio perfetto di simpatia e serietà. Abbiamo potuto confrontarci tra giovani coetanei (e in un primo momento a me sconosciuti) su temi e problemi abbastanza diffusi tra noi ragazzi e, nonostante non ci conoscessimo, siamo riusciti ad aprirci gli uni nei confronti degli altri. Essendo il mio primo campo ho vissuto al meglio l’esperienza, basata sull’amicizia e sulla crescita personale.

Martina Grasso, giovanissima. Parrocchia M. SS.ma Annunziata, Cattedrale – Acireale

“Prima fila Riservato” è stato il mio secondo campo diocesano, e così come il primo posso dire che è stata una bella esperienza, piena di emozioni. In soli due giorni l’equipe è riuscita a farci capire fino in fondo il tema del campo, illustrandocelo in ogni sua sfaccettatura, mostrandoci la differenza tra una “prima fila” apparente e una vera, meritata. Nonostante le diverse attività concentrate nei due giorni, il campo non è stato pesante o noioso, ma anzi si trovava il tempo per ridere e scherzare insieme.

Sono tornata a casa con una nuova visione della “prima fila”, quella che potrebbe essere vista come qualcosa che trasmette ansia ma che, in realtà, è solo un obiettivo da raggiungere. Porto con me la felicità di quei giorni, le nuove amicizie e quelle vecchie consolidate.

Elena Lo Giudice, giovanissima. Parrocchia SS. Antonio e Vito – Linguaglossa

Il filo conduttore che ha accompagnato le due intense giornate del ritiro-campo invernale può essere espresso nei seguenti termini: “cos’è la prima fila?”. Attraverso attività e scenette ne abbiamo dato diverse definizioni, negative e positive, ed in realtà il concetto legato alla “prima fila” risulta anche influenzato dalle nostre esperienze personali e soggettive. Da alcuni infatti è stata descritta come qualcosa di irraggiungibile, come se ci si dovesse dover fermare sempre alla seconda fila; per altri, invece, si può trattare di un obbiettivo, o ancora, un posto che richiede grandi responsabilità.

Contestualizzata all’interno del brano evangelico dell’anno, la “prima fila” è stata analizzata in relazione alle figure chiave del testo: gli scribi, e la vedova. Abbiamo contestualizzato queste figure ai giorni nostri: ”chi sono gli scribi e la vedova oggi?” , “noi in che posto sediamo nella storia della nostra vita?”. Tra le considerazioni che sono emerse durante uno dei tanti momenti di confronto e condivisione, ne vorrei ricordarne una che mi ha principalmente colpito: “in realtà è come se stessimo seduti tutti in prima fila, come se qualcuno avesse predisposto le sedie sulla quale dovremmo sederci in maniera circolare”. E allora mi chiedo, se fosse davvero così? Soffermandomi a riflettere su queste considerazioni, forse questo primo posto è davvero così tanto relativo e soggettivo, che può essere considerata “prima fila” anche la seconda, la terza, o la quarta, in fondo chi è a deciderlo? Magari per qualcun’altro ci troviamo in quinta fila, ma ciò che davvero conta è dove Noi ci sentiamo di essere Noi, dobbiamo solo avere fede, per chi quel posto ce lo ha “riservato”.

Così, immersi ancora pienamente nella festività del Natale, l’esperienza di questo campo invernale, come sempre del resto, si è rilevata intensa e piacevole. L’incontro con che non si conoscono e diverse da Noi ci consente sempre di avere un confronto costruttivo, non solo tra pari età ma anche con chi è più grande o più giovane di Noi. Come educatrice giovanissimi, infatti, ho vissuto questa esperienza traendo tanta energia e spiritualità, e la consapevolezza che i giovanissimi riescono sempre a trasmetterci considerazioni, punti di vista e valori che forse, da giovani quali siamo alle volte abbiamo dimenticato o trascuriamo.

Anna Leonardi, giovane. Parrocchia “S. Maria delle Grazie” – Maugeri

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